Ferrera Erbognone

Secondo alcune fonti, la torre campanaria fu costruita verso il XII secolo in mattoni a pietra vista, così come appare ancora oggi. Era utilizzata come torre di avvistamento. Una leggenda tramandata dai più anziani vuole che la torre fosse già in piedi durante il periodo della regina Teodolinda, nel VI secolo dopo Cristo. La chiesa parrocchiale, dedicata a san Giovanni Battista, fu costruita in stile romanico. Prima del XIII secolo la parrocchia dipendeva dal convento cluniacense di San Maiolo di Pavia: in seguito passò alle dipendenze della chiesa di Santa Maria di Lomello. L’edificio è citato nelle Rationes decimarum del 1322-23.
Nel 1460 la parrocchiale fu visitata dal vescovo di Pavia: è identificata come “rettoria entro le mura”. Nel 1592 vi arrivò il vescovo sant’Alessandro Sauli in visita pastorale. La chiesa fu restaurata nel XVI secolo e, in seguito, assunse caratteristiche barocche. Nel XVIII secolo fu ampliata con l’aggiunta delle due navate laterali. L’ultima costruzione fu l’ampliamento del coro, avvenuto nel 1913. All’interno si notano cinque altari: l’altare maggiore, in marmo, è di stile barocco. Di fronte si trova un caratteristico presbiterio a forma di mosaico, realizzato nel 1840. Gli altari laterali, anch’essi in marmo, risalgono al Settecento. La chiesa conserva anche affreschi dei pittori Villa di Vigevano e di Annibale Ticinese di Semiana. Notevole anche una statua lignea della Madonna, datata 1766.
Nel 1920 don Antonio Cuzzoni fece costruire la grotta di Lourdes, con relativo altare, in memoria dei soldati di Ferrera morti nella Grande guerra. L’altare della navata destra della chiesa parrocchiale conserva un pregevole dipinto di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo. Alla fine del Cinquecento il celebre artista dipinse la Madonna del Rosario. Il cimitero conserva una statua della Madonna del Carmine, cui è dedicata la cappella centrale. Fu benedetta il 14 luglio 1935 dal parroco, don Antonio Crotti, e da padre Francesco Pianzola, il celebre predicatore lomellino. Fra i palazzi civili degni di nota sono palazzo Strada e l’antica casaforte di corso della Repubblica.
Palazzo Strada, alla fine dell’Ottocento noto come palazzo Spinelli, è situato in via Roma: oggi sede della biblioteca comunale, conserva alcune pregevoli volte affrescate. La costruzione di corso della Repubblica è dotata di una torretta con fregio dentellato in cotto: nel XVIII e XIX secolo vi abitarono gli Strada, famiglia di “nobiluomini”. La piazza principale, su cui si affaccia il municipio, è intitolata a Ermanno Bartellini, morto nell’aprile 1945 nel campo di concentramento di Dachau. Candidato per il Partito socialista alle elezioni del 1924, Bartellini fu condannato al confino nel 1928 a Lipari, dove avrebbe incontrato Ferruccio Parri, futuro presidente del Consiglio, e Carlo Rosselli. Leo Valiani lo definì «maestro di umanesimo socialista di tutta una generazione». L’antica ghiacciaia della casata nobiliare degli Strada è una preziosa testimonianza della civiltà contadina lomellina. La struttura in mattoni a forma sferica, un frigorifero ante litteram, era utilizzata per la conservazione del cibo. È visibile fra le vie Roma e Giovanni da Ferrera.


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